Il terzo libro di Elsa Lohengrin, Il Giglio, racconta la storia di Eleonora d’Altavilla, sorella di Killian, la cui vita era stata esplorata ne Il Cigno.
Per gli appassionati della saga Ki, come lo chiama lei, compare parecchie volte in uno stato migliore di quando leggevamo le sue dis-avventure nel primo romanzo. Ma non voglio fare spoiler.
Eleonora la troviamo disperata, fuori dall’università dove studia, alla ricerca di un conforto. La scelta che dovrà fare non è semplice, ma la famiglia, così presente e numerosa, la aiuterà a trovare una strada durante la quale incontrerà Markus, un ricercatore che sta affrontando un brutto divorzio.
Mi è piaciuta l’attrazione di Eleonora per le piante, che la fa sembrare una moderna streghetta, in grado di creare unguenti e pozioni guaritrici. Al termine del libro troverete una simpatica sorpresa da parte dell’autrice, a proposito di queste erbe medicamentose.
Potrebbe essere catalogato come romance, ma sarebbe riduttivo, a mio parere la bellezza del libro sta anche nelle ambientazioni: si svolge in Svizzera, a Berna e anche in Italia; nella caratterizzazione dei personaggi, a cui Elsa Lohengrin è molto attenta, infatti, nonostante la famiglia sia numerosa, si riesce ad individuare ogni singolo componente senza fatica.
La vivacità dei dialoghi e la varietà delle scene rendono lieve la lettura che in breve tempo scorre verso l’epilogo.
Eleonora è il terzo personaggio esplorato da Elsa Lohengrin, il secondo, dopo Killian, è stato Rebecca d’Altavilla, in una novella natalizia piacevole e intrigante, La Ghirlanda. Rebecca è la mamma di Eleonora, ed è un’altra esponente interessante della famiglia, di origini italiane, cresciuta in Inghilterra.
Anche lei ne Il Giglio ha un ruolo importante. Chi ha letto La Ghirlanda si chiederà se è ancora a fianco del suo amato…
Gli intrecci, i colpi di scena, gli elementi simbolici e la coralità non mancano in questo romanzo piacevolissimo, in grado di distrarre il lettore dalla sua quotidianità e di farlo volare nell’affascinante mondo dell’esuberante famiglia d’Altavilla.
Consigliato per chi, come me, ama le storie che non finiscono mai…