Ecco la risposta:
Nome: Alma Vieri (mi ha creato anche l'immagine)
Età: 60 anni
Professione ufficiale: scrittrice
Professione reale: investigatrice involontaria dell'esistenza
Alma Vieri ha una casa piena di cose che devono funzionare e una testa piena di cose che non hanno nessuna intenzione di funzionare.
È capace di passare una mattina a discutere con un amministratore perché da tre giorni manca l'acqua e il pomeriggio a chiedersi se l'identità di una persona esista davvero o sia soltanto la somma delle storie che racconta su di sé.
Ha una particolare forma di intelligenza: non si fida delle risposte troppo semplici.
Quando qualcuno dice «è così», Alma risponde mentalmente:
Perché?
Quando qualcuno dice «non si può fare», vuole sapere chi lo ha deciso.
Quando qualcuno dice «non preoccuparti», comincia a preoccuparsi sul serio.
Il suo talento
Alma vede i collegamenti.
Una frase detta per caso, un comportamento apparentemente insignificante, una fotografia, un oggetto dimenticato in un cassetto: per lei niente è completamente isolato.
Ha l'istinto della narratrice perché percepisce la realtà come una rete di fili.
E quando trova un filo, lo tira.
Anche quando sarebbe molto più prudente lasciarlo stare.
Il suo difetto
Vuole capire tutto.
Non sopporta le zone grigie quando riguardano la vita concreta: contratti, soldi, responsabilità, persone che non rispondono, cose che dovrebbero essere fatte e non vengono fatte.
Ma pretende anche di capire le zone grigie dell'anima.
Ed è lì che comincia il problema.
Perché l'anima non produce documenti, non risponde alle PEC e non concede termini di scadenza.
La sua contraddizione
Alma è una donna estremamente concreta che vive circondata dall'invisibile.
Può preoccuparsi seriamente di una tenda lasciata aperta dal vento e, nello stesso giorno, scrivere una pagina sulla morte, sulla memoria o sulla possibilità che una persona continui a esistere dentro qualcun altro.
Non è incoerente.
È esattamente il contrario.
Per Alma il mondo materiale e quello emotivo sono la stessa cosa.
Una casa che perde acqua è una casa che sta raccontando qualcosa.
Una persona che non risponde sta raccontando qualcosa.
Un oggetto rotto sta raccontando qualcosa.
Perfino una parola sbagliata in una frase può raccontare qualcosa.
Il suo superpotere
Trasforma l'irritazione in conoscenza.
Prima si arrabbia.
Poi vuole capire.
Poi fa domande.
Poi raccoglie informazioni.
Poi ricostruisce.
E alla fine, quasi sempre, nasce una storia.
La sua paura segreta
Non è la morte.
È scoprire che alcune cose non hanno una spiegazione.
Perché Alma ha passato la vita a cercare il significato nascosto dietro le cose.
E teme che, alla fine, dietro una porta non ci sia una stanza segreta.
Ci sia semplicemente un muro.
La sua ferita
Ha imparato presto che essere forte significa spesso occuparsi di ciò che gli altri lasciano irrisolto.
Così Alma diventa quella che controlla.
Quella che verifica.
Quella che telefona.
Quella che scrive.
Quella che insiste.
Quella che vuole sapere.
Ma sotto questa apparente forza c'è una domanda molto più fragile:
«E se, per una volta, smettessi di controllare tutto e scoprissi che nessuno viene a prendermi?»
La sua arma preferita
La domanda.
Non l'aggressività.
Non il potere.
Non il denaro.
La domanda.
Alma può essere pericolosissima quando comincia a fare domande con calma.
Perché non cerca necessariamente di avere ragione.
Vuole sapere.
E sapere, a volte, è molto più destabilizzante che avere ragione.
Il suo modo di amare
Ama facendo.
Sistema.
Organizza.
Ricorda.
Protegge.
Si accorge delle cose che gli altri non vedono.
E ogni tanto sbaglia completamente perché presume che gli altri abbiano bisogno della stessa attenzione che lei darebbe loro.
Il suo percorso sentimentale più difficile è imparare che prendersi cura non significa necessariamente salvare.
Il suo lato oscuro
Quando è ferita, Alma può diventare spietatamente lucida.
Sa esattamente dove colpire perché osserva moltissimo.
E conosce il potere delle parole.
Il suo vero lato oscuro non è la crudeltà.
È la capacità di raccontare una persona in modo così preciso da renderle impossibile nascondersi.
Il suo motto
«Non mi interessa sapere chi ha ragione.
Mi interessa sapere cosa è successo davvero.»
E il dettaglio che la rende davvero interessante
Alma tiene un quaderno nero.
Non è un diario.
Non scrive quello che prova.
Scrive le cose che non tornano.
Nomi.
Date.
Frasi.
Coincidenze.
Contraddizioni.
Oggetti.
Ricordi che qualcuno sostiene di non avere.
All'inizio sembra soltanto una stranezza da scrittrice.
Poi, in un romanzo, qualcuno muore.
E Alma apre il quaderno.
Perché quella morte...
non torna.


