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Ferebea direttamente dall'antica Grecia, il romanzo di Sabrina Nuti


Un altro gioiellino uscito dal salone del Libro di Torino: Ferebea - Un dono nell'oscurità (Italian Edition) di Sabrina Nuti. 

La bella e dolce ma determinata protagonista, Ferebea, sembra uscita direttamente dall’antica Grecia ma allo stesso tempo possiede la forza e l’indipendenza di un’eroina moderna, che, grazie alla sua forza nel fronteggiare il destino avverso, la rende indimenticabile. 

La cosa che più mi ha colpita è stata la capacità dell’autrice di riportarmi sui banchi del liceo, quando studiavo i miti e la storia della Grecia: qui però non c’è nulla di polveroso o lontano. 

Grazie a descrizioni vivide e accuratissime, il cibo, le bevande, gli abiti, i gioielli, i paesaggi prendono forma davanti agli occhi del lettore con una freschezza sorprendente. 

Dal Minotauro alle Amazzoni, passando per intrighi e guerriglie, ogni pagina trasporta in un mondo che potrebbe sembrare perduto nella nebbia del mito, ma che qui rinasce con immediatezza e originalità. 

Persino i personaggi più oscuri come il temibile Minotauro acquistano sfumature di umanità, rendendo la lettura ancora più appassionante. 

Un romanzo che unisce avventura, ricerca storica e profondità emotiva, consigliato a chi ama le ambientazioni nell’antica Grecia, con sfumature romance.

Non è mai solo per un caffè: continua la serie CTRL Z di Greta Mercadante


Che delizia leggere il nuovo romanzo di Greta Mercadante Non è mai solo per un caffè. 

Già dal titolo si intuisce che nulla, tra queste pagine, è banale: nemmeno il gesto quotidiano e apparentemente semplice di bere un caffè. 

La scrittrice, una donna talentuosa, ricca di spunti artistici,  ci invita a sederci accanto ai suoi personaggi e a condividere con loro la schiuma dolce e amara delle emozioni, il profumo intenso delle scelte, l’aroma pieno delle relazioni. 

La protagonista, Zhoe, che già abbiamo imparato a conoscere negli altri libri della serie, è una donna che corre tra mille impegni, divisa tra il lavoro, la famiglia e il grande sogno della sua associazione, nata per offrire agli altri uno spazio di incontro e speranza. 

Ma a rubarle il cuore e l’attenzione non sono solo i progetti e la famiglia: ci sono anche i legami, quelli che fanno tremare i polsi. Il marito Teo, con cui condivide una quotidianità fatta di consuetudini e incomprensioni; e Daniele, l’uomo che riporta a galla battiti di gioventù e sogni sepolti, con il quale l’attrazione è tanto irrinunciabile quanto proibita. 

Tra dialoghi vivaci, scene domestiche piene di realismo e pagine che profumano di emozioni vere, Greta ci regala un romanzo corale: le amiche di Zhoe (Patty, Fiorenza, Oksana e Marisol) portano leggerezza, saggezza, ironia, e ci ricordano che la forza delle donne sta anche nella capacità di fare squadra, di ridere e di sostenersi a vicenda nei momenti storti. 

Ogni personaggio sembra un tassello prezioso di un mosaico più grande, fatto di fragilità e resilienza. 

La scrittura è scorrevole, fresca e intima: sembra di ascoltare una confidenza sussurrata davanti a una tazza calda, con la sensazione che ogni parola sia stata scelta per arrivare dritta al cuore. 

Non mancano le situazioni buffe, che alleggeriscono la tensione e restituiscono quella dimensione autentica della vita quotidiana: un misto di drammi e piccole risate. 

Non è mai solo per un caffè è un inno alla vita di tutti i giorni, con le sue contraddizioni, i suoi inciampi e i suoi colpi di scena. 

È un romanzo che parla di amore, ma anche di amicizia, di coraggio e di ricerca di sé. E lo fa con leggerezza, come ci ha abituati l’autrice nei suoi romanzi della serie CTRL Z, senza mai cadere nella retorica, anzi con un sorriso complice che accompagna il lettore fino all’ultima pagina. 

In definitiva, è un libro che fa bene al cuore: si legge in un soffio, come un sorso di espresso preso al volo, ma lascia addosso un calore che dura a lungo. 

Perfetto da regalarsi in quelle giornate in cui si ha bisogno di una coccola, di un incoraggiamento, di ricordarsi che sì, la vita è complicata, ma insieme a un buon caffè… e a un buon libro, diventa decisamente più dolce.

Su Amazon sia cartaceo che e-book.

Eclipse of the Heart: un romance di Elisa Maiorano Driussi che non vi farà dormire


Cosa ha di speciale un romance? 

Non sono una grande lettrice di questo genere, ma sto divorando tutti i romanzi pubblicati da Elisa Maiorano Driussi perché contengono indubbiamente qualche cosa che mi appassiona. 

Intanto sono collegati tra loro, anche se auto conclusivi, e questo è sempre molto piacevole per me come lettrice, e poi ci sono quel pizzico di originalità e piccantezza che mi fanno scorrere le pagine, riuscendo a catturare tutta la mia attenzione. 
Appena Eclipse of the heart è uscito, l’ho finito in una serata. 

I protagonisti sono una ragazza di origine indiana, Priya, che studia per diventare astronauta, con l’idea fissa di partecipare al progetto Marte alla NASA e un giovane giornalista, Dan, che non riesce ad allontanarsi da un evento catastrofico che ha deviato la sua esistenza. 

I due, considerate le loro mansioni, hanno caratterini spiccati e, nonostante siano amici e anche qualche cosa di più, presto vanno in collisione, proprio come due asteroidi. 

I capitoli si susseguono con i due punti di vista, bellissima la grafica con la sagoma di un pianeta a ogni inizio capitolo e i numeri delle pagine racchiusi in una piccola luna. 

Priya deriva da una famiglia tradizionale che viene descritta con tutti i pro e i contro che ne conseguono, solo la nonna, un’anziana saggia, sa come trattare con la nipote e non manca di darle qualche dritta al momento giusto. 

Voglio bene a ogni membro della mia famiglia di origine, anche se a volte li detesto per la loro ottusità e le credenze che sembrano uscite dal medioevo. Ma questa è la famiglia che ho scelto: le persone che sono sempre state al mio fianco nel mio cammino, le donne presenti nella mia vita che, in un modo o nell’altro, mi hanno aiutata ad arrivare dove sono oggi. 

La scrittura è lineare e accattivante, le ambientazioni seguono gli umori dei protagonisti: 

Dan guarda fuori, dove le onde continuano a lambire il muro. La luce del giorno è ormai quasi svanita. I suoi occhi, però, raccontano un’altra storia: brillano di un riflesso simile a quello dell’acqua che si frange a pochi metri. 

Non mancano i momenti di passione: 

Metto le mani intorno alla sua vita. “Se non ti tieni più forte, rischi di cadere…” Gira la testa di lato per parlarmi. Prende le mie ginocchia dal sotto coscia, mi sposta per i fianchi di qualche centimetro in avanti. Poi prende le mie mani e le riposiziona un po’ più verso il suo ombelico. 

Ma ciò che caratterizza la scrittura di Elisa Maiorano Driussi è l’ironia, che fa da contraltare a situazioni difficili: 

Certo, non porto il peso della responsabilità del mondo sulle mie spalle, ma se voglio diventare astronauta è per dare un contributo alla storia dell’umanità intera. 

L’evoluzione dei due protagonisti è ben delineata, con l’ausilio di personaggi secondari che fanno da spalla alle avventure di Priya e Dan. 

L’amore è un fattore difficile da comprendere e da gestire e questi due ne hanno di strada da fare per conoscere se stessi e per potersi accettare per come sono, con i loro desideri, i loro difetti e la loro passione.
Sono certa che non deluderà neanche i lettori che di solito non acquistano questo genere.

Disponibile in formato e-book e cartaceo su Amazon.

Recensione del romanzo Guatemala - Anno del Signore 1975 di Patrizia Gaslini e breve intervista all'autrice


Nella nota dell’autrice si legge: 

È una terra che si racconta, vibra, risuona, canta. 

Ed è proprio dalla terra che sembra risalire questo racconto che definirei corale, anche se la vera protagonista, oltre alla magnifica ambientazione, è una dottoressa dal nome evocativo (e parlante): Fiamma D’Oriente. 
Bionda e con occhi azzurri che non possono tacere, così diversa, arriva come volontaria in una sperduta missione gestita da Padre Luca, prete impegnato a espiare il suo peccato che nasconde come un segreto inconfessabile. 
Tra i personaggi più intensi c’è Juanita, la Vieja, una piccola e antica sciamana, guaritrice, cuoca sopraffina, amica degli animali. Lei è come la terra, è accogliente, dolce e profumata, ma anche determinata e dura, all’occorrenza. 
I bambini della missione la adorano, tutti la amano e la ascoltano. 

"Lo sciamano capo in persona l’aveva addestrata all’arte di sapersi muovere, ora come il giaguaro, ora come il cobra: le ripeteva che l’animale più goffo, rumoroso e prevedibile, è proprio l’uomo, il cui odore, i cui pensieri, le cui intenzioni vengono captate a centinaia di metri di distanza."

Sembra che in fondo sia lei o la sua saggezza a tirare le fila del racconto, insieme alla sua aquila guida che sovrasta le pochezze umane in quei cieli immensi, orizzonti infiniti, capaci di regalare colori stupefacenti, uragani paurosi e terremoti catastrofici. 
I Cenfuegos sono una famiglia simbolo di sfruttamento e ferocia nei confronti del Popolo affamato e sottomesso, con l’aiuto di Francisco de Blanc, figlio di un Generale in carriera, che deve decidere che strada prendere: seguire le terrificanti direttive del padre o assecondare la sua indole dolce e artistica. 
Fiamma si trova in mezzo a situazioni difficili, malati da curare, uomini forti abbattuti da mostri senz’anima. La sua discesa verso l’inferno della cattiveria umana sembra non finire mai. 

"La malattia è dolore, ma anche riflessione e un paio di occhi nuovi per vedere il mondo, quello di tutti i giorni, quello dove, a volte, ci si accanisce per sciocchezze e ci si abbatte per cose futili, quello dove una giornata di pioggia è uguale a una di sole, quello dove tutto scorre senza mai fermarsi, mentre il nostro mondo interiore ha bisogno di attenzione e ritmi più lenti." 

Questa frase di un paziente la fa riflettere e tutti i passaggi del romanzo fanno meditare e crescere il lettore che, capitolo dopo capitolo, si immerge sempre più in quella terra fatta di alberi, grotte, acqua, montagne, altopiani. 
E poi ci sono il terribile Rossano Cenfuegos, tirannico e patetico marito di Regina, la donna che impara a ribellarsi, in un cammino che è insegnamento e luce per tutte le donne oppresse e umiliate. 
Candido, amico, compagno, figlio, dal volto radioso, non si può non tifare per lui, e il buono e affidabile El Gigante. 
Fiamma sopporta situazioni paurose e si fa in cento per aiutare quella gente senza speranza, finché non si accorge che c’è qualche cosa che non sa, di cui non l’hanno messa al corrente, e fugge, sentendosi tradita, sola, estranea, indegna anche di quella fiducia che, in fondo, le dovevano, come unico compenso al suo lavoro e alla sua dedizione. 
Moreno è il cattivo più cattivo di tutti, perché ha un ‘difetto fatale’ che lo spinge a reagire, ad andare contro gli insegnamenti di Padre Luca e le sue vendette sono temibili e terribili. I suoi occhi di colore diverso diventano simbolo della guerriglia interiore che lo caratterizza. Solo l’immagine della Madonna, e quindi l’amore, forse, lo può fermare. 
Non manca il Popolo, silenzioso, laborioso, rispettoso: 

“Questa gente ha bisogno di poco, non ha pretese e comunque andranno le cose, sarà grata a questa missione e alle persone che si sono date da fare per loro. Imputeranno ogni tragedia al Cielo e la trasporteranno sulle loro spalle, come uno dei tanti fardelli di cui sono abituati a farsi carico, in modo rassegnato ma consapevole e nella disgrazia, come nella gioia, saranno solidali più di quanto non siano stati già prima che questa calamità naturale si abbattesse sulle loro vite.” 

Le vite dei personaggi si intrecciano, si scontrano, nascono amori e muoiono innocenti, in quadri epici, degni della narrativa americana novecentesca, in cui le piccole storie quotidiane diventano simbolo e narrazione universale. 

Un libro bellissimo e scorrevole, che consiglio vivamente a chi ama i racconti avventurosi, con cenni di romance, con una base storico sociale intensa e un’umanità eroica mossa da ideali universali.

Domande all'autrice:


Perché hai scritto un libro con questa tematica:

Perché Il Guatemala è stato il primo viaggio della mia vita, anno 1985, quando la globalizzazione non aveva ancora piantato le sue radici nefaste. Un viaggio avventuroso, nel cuore di un paese straordinario per la natura, il folklore, la gente semplice e accogliente e quel senso di magico radicato nelle abitudini, insieme alla credenza che Dio sia ovunque, nelle montagne, nei raccolti, nelle stagioni e che gli spiriti si trovino negli oggetti e tengano insieme l’universo.

Della sua situazione politica invece, ignoravo pressoché tutto; per girare il paese ci avevano obbligato a mettere dei cartelli sul cofano delle jeep, con ben visibile la scritta ITALIA per identificarci in caso di blocchi militari. Al rientro, avevo deciso di approfondire l’argomento. Così avevo letto gli scritti di Rigoberta Mentchù e della sua lotta contro l’annientamento della cultura Maya, da lì avevo scoperto l’esistenza di documenti come la Memoria del Silencio e Nunca Mas coi loro contenuti di inenarrabili violenze e genocidio, e i rapporti sui desaparecidos che in questo paese hanno superato per numero quelli del Chile di Pinochet. 
Così sono stata folgorata da una realtà che ero lungi anche solo dall’immaginare: solo una delle tante guerre dimenticate e sconosciute al mondo. Da tutto questo ha preso parola il mio racconto.

Cosa vuoi trasmettere al lettore?

Che un titolo è già un intero romanzo
Che è solo facciata quel che vediamo degli altri
Che umanità è comprensione
Che la natura è Dio
Che il caso ci prende per mano e la vita è il suo disegno
Che in Guatemala, la libertà ha le ali del quetzal

I personaggi sono ispirati a persone vere?

I personaggi sono frutto della mia immaginazione. Sono usciti dalla penna e hanno preso vita un po’ per volta, senza un modello a cui ispirarmi, senza riferimenti a qualcuno, avendo però ben presente il contesto in cui si muovevano e i racconti documentali di quel periodo. E anche se non sono persone vere, sono certamente esistite figure identiche con nomi diversi, perché la storia si ripete, i cattivi sono cattivi, assassini o carcerieri, e la loro ferocia può vestirsi di mille versioni, così come i buoni sono sempre buoni, vittime o eroi, e loro azioni mirano sempre allo stesso fine: evitare che il male trionfi. Si tratta solo di dare volti e fisionomie ed essere consapevoli che comunque la realtà supera sempre la fantasia.

Che cosa rappresenta per te il Guatemala?

La mia giovinezza, il mio primo viaggio, il mio romanzo.

˜˜˜

Guatemala è acquistabile 
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Beautiful - romance

 



Alla fine Ridge torna sempre da Brooke. Garantito.
Stasera voglio essere perfetta, dove ho messo la lista delle cose da fare? Eccola! Devo ancora lavarmi i capelli, metterli in piega, le unghie, mannaggia, quelle sono terribili, se sbaglio la tempistica mi ritrovo con mille sbavature.
Ma la sorpresa sarà sotto: il mio candido babydoll di Victoria’s Secret è irresistibile, voglio godermi la sua espressione quando mi sfilerà il vestito. I gioielli, meglio qualche cosa di semplice, il punto luce al collo e due piccole perle alle orecchie, così lui potrà sbaciucchiarmele senza interferenze.
Calze autoreggenti ma a rete piccola, non voglio essere volgare. Ballerine Ferragamo o tacchi Louboutin? Tacchi o ballerine? Ci penserò dopo. Il profumo: J’Adore è sexy e persistente, lo metto sul piano del lavabo con tutti i cosmetici, in fila, in ordine di stesura.
Un ritocco alle sopracciglia, la depilazione è sotto controllo, la mia estetista sa come fare, pelle morbida e liscissima. Uh, la borsetta, la mini pouch di Prada, ci metto dentro solo il telefono, lo specchio, il rossetto e anche un fazzolettino.
Speriamo che il ristorante sia quello che desidero. E che lui la smetta di interessarsi a quella stupida della sua collega che non sa neanche temperare le matite. Ho visto come la guarda, ma passerà pure lei, come le altre.
Perché il mio Ridge torna sempre da me, perché so come rendere romantica ed eccitante una serata.
Ora un bel bagno con i sali alla vaniglia, aggiungo qualche goccia di olio di ylang ylang che ha poteri afrodisiaci. Il tubino nero è passato nel ciclo vapore della lavatrice: come nuovo.

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