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Non è mai solo per un caffè: continua la serie CTRL Z di Greta Mercadante


Che delizia leggere il nuovo romanzo di Greta Mercadante Non è mai solo per un caffè. 

Già dal titolo si intuisce che nulla, tra queste pagine, è banale: nemmeno il gesto quotidiano e apparentemente semplice di bere un caffè. 

La scrittrice, una donna talentuosa, ricca di spunti artistici,  ci invita a sederci accanto ai suoi personaggi e a condividere con loro la schiuma dolce e amara delle emozioni, il profumo intenso delle scelte, l’aroma pieno delle relazioni. 

La protagonista, Zhoe, che già abbiamo imparato a conoscere negli altri libri della serie, è una donna che corre tra mille impegni, divisa tra il lavoro, la famiglia e il grande sogno della sua associazione, nata per offrire agli altri uno spazio di incontro e speranza. 

Ma a rubarle il cuore e l’attenzione non sono solo i progetti e la famiglia: ci sono anche i legami, quelli che fanno tremare i polsi. Il marito Teo, con cui condivide una quotidianità fatta di consuetudini e incomprensioni; e Daniele, l’uomo che riporta a galla battiti di gioventù e sogni sepolti, con il quale l’attrazione è tanto irrinunciabile quanto proibita. 

Tra dialoghi vivaci, scene domestiche piene di realismo e pagine che profumano di emozioni vere, Greta ci regala un romanzo corale: le amiche di Zhoe (Patty, Fiorenza, Oksana e Marisol) portano leggerezza, saggezza, ironia, e ci ricordano che la forza delle donne sta anche nella capacità di fare squadra, di ridere e di sostenersi a vicenda nei momenti storti. 

Ogni personaggio sembra un tassello prezioso di un mosaico più grande, fatto di fragilità e resilienza. 

La scrittura è scorrevole, fresca e intima: sembra di ascoltare una confidenza sussurrata davanti a una tazza calda, con la sensazione che ogni parola sia stata scelta per arrivare dritta al cuore. 

Non mancano le situazioni buffe, che alleggeriscono la tensione e restituiscono quella dimensione autentica della vita quotidiana: un misto di drammi e piccole risate. 

Non è mai solo per un caffè è un inno alla vita di tutti i giorni, con le sue contraddizioni, i suoi inciampi e i suoi colpi di scena. 

È un romanzo che parla di amore, ma anche di amicizia, di coraggio e di ricerca di sé. E lo fa con leggerezza, come ci ha abituati l’autrice nei suoi romanzi della serie CTRL Z, senza mai cadere nella retorica, anzi con un sorriso complice che accompagna il lettore fino all’ultima pagina. 

In definitiva, è un libro che fa bene al cuore: si legge in un soffio, come un sorso di espresso preso al volo, ma lascia addosso un calore che dura a lungo. 

Perfetto da regalarsi in quelle giornate in cui si ha bisogno di una coccola, di un incoraggiamento, di ricordarsi che sì, la vita è complicata, ma insieme a un buon caffè… e a un buon libro, diventa decisamente più dolce.

Su Amazon sia cartaceo che e-book.

Donne Dududu… pensiamoci


Mai come in questo periodo le donne sono state al primo posto nelle polemiche.
Finalmente stiamo vivendo un periodo di analisi della nostra posizione nella società. 
Dopo gli anni accesi del femminismo, gli anni spenti delle donne immagine propinate da tv e pubblicità, ora esce il nero che ci ha accompagnate da sempre.
Donne famose e anche potenti finalmente hanno deciso di denunciare ciò che i loro bei corpi in copertina hanno subito.
Alcune ne stanno approfittando per un po' di notorietà? Certamente.
A mio parere fa parte del "pacchetto". Un pacco pesante lanciato in faccia all'uomo che non se l'aspettava e subisce in un silenzio un po' assordante. Qualcuno si scusa persino. Meglio per lui.
Sui social mi piace leggere più i commenti delle persone, che gli articoli di giornale. Sono curiosa di capire come va il mondo, cosa pensa la gente.
Le donne senza potere a volte si lanciano contro quelle che stanno denunciando, forse perché loro non possono permettersi di urlare ai quattro venti che il capo le tormenta e allora stanno zitte e si arrabbiano con chi può parlare, come se stessero ricevendo un ennesimo schiaffo al loro corpo. 
Il concetto più comune è: se non volevi concederti, c'era sempre un posto libero da cameriera. 
Ma la cameriera è al sicuro? Non credo proprio.
E allora come la mettiamo? Se vuoi far carriera, se vuoi lavorare e sei una bella donna devi adeguarti?
È chiaro che chi non cede viene messa da parte. Chi cede a volte riesce a ottenere potere e notorietà. E sono proprio queste donne, ora in un punto di forza mai vissuto prima, che devono parlare. 
Rimango sgomenta di fronte a commenti in cui viene colpevolizzata la vittima. Per me è chiarissimo che chi abusa del proprio potere è un terribile vigliacco (uomo o donna che sia). 
Chi subisce un'ingiustizia reagisce come può o non reagisce affatto, al suo dolore vogliamo aggiungere la nostra irritazione, il nostro giudizio, il nostro disprezzo?

Foto GiBi

Un'ora sola ti vorrei

 
Le onde del tempo si infrangono pacificamente sulla mia anima. 
Ogni piccola informazione aiuta a formare il quadro di quei lontani anni Sessanta, quando non ero ancora nata.
Cerco in Google le tracce. Archivi di giornali. 
E, proprio il giorno dell'anniversario, mi arriva dal passato una sorpresa.
Centoventinove donne alpiniste scalano il Monte Rosa. Un cronista le incontra alla partenza, a Milano. 
Centoventinove donne. E chi viene intervistata? Lei.
Le sue parole dal nulla le ridanno vita. Se avesse saputo che cinquant' anni dopo sua figlia le avrebbe scovate in rete non ci avrebbe mai creduto.
Tutto è cambiato e, grazie alla tecnologia, passato e presente si incontrano in un'armoniosa felicità.
Io sono con lei in piazza Duomo, sento l'elettricità che c'è nell'aria, prima della grandiosa scalata. 
Centoventinove donne per dire che i tempi sono cambiati, che in cima alle montagne ci possiamo e vogliamo andare anche noi. Un grande  evento mediatico.
L'articolista, ovviamente, è maschio, e scrive di loro in modo ironico, con aria di scanzonata sufficienza.
Centoventinove donne, come quelle che erano morte in fabbrica a New York e che hanno segnato, con la loro fine, l'inizio della Festa della Donna.
Dentro di me ho sempre avuto una forte, fortissima necessità di affermazione del ruolo femminile. Ecco da dove ho preso questo sentimento. Sarà genetica? Mi avrà trasmesso le sue emozioni via cordone ombelicale? 
Poche righe per capire come era. Forte, determinata, soddisfatta di suo marito, mio papà, scalatore e pronto ad aiutarla negli allenamenti.
Giornalisti da tutta Europa, donne femminili, nonostante le corde in mano e le mise da montagna, pronte a sfidare il ghiacciaio.
Tempo fa avevo visto "Un'ora sola ti vorrei" di Alina Marazzi.
Era stato sconvolgente, moltissime le affinità, il periodo, i pensieri. Un piccolo film montato con le immagini della mamma, scomparsa prematuramente. 
Io sto costruendo il mio film e sto con lei.
Scendo dal bus che ci porta a Gressoney, mangio con lei nell'albergo. Alle sei di mattina partiamo per questa avventura inebriante. Ci sosteniamo lungo il viaggio, beviamo dalla stessa borraccia. Arriviamo al rifugio Gnifetti. Quando sarò nata, quante volte sarò arrivata lì.
Ma ora siamo qui, insieme, fuori dallo spazio e dal tempo, sulle nostre montagne, ci capiamo e ci conosciamo...
un'ora sola ti vorrei...  
Grazie per essere stata con me, anche se solo in una dimensione metafisica. In fondo, è quella che ho imparato ad apprezzare di più.

Da questo ritrovamento, negli anni, ho elaborato il mio romanzo: "La scelta di Artemisia" disponibile su Amazon.

Foto archivio GiBi