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Dalle gare in venti righe a una raccolta di racconti: come ho conosciuto Alessandra Vasconi


C’è stato un tempo in cui, in un gruppo di autori su FB, facevamo gare di racconti in venti righe, alcuni li trovate in questo Blog. 

È stata una sfida impegnativa perché dovevamo produrre una storia alla settimana e chi vinceva doveva inventare il titolo di quello successivo e organizzare a sua volta l’evento. 

Ho conosciuto in quella occasione parecchi scrittori interessanti, perché cimentarsi in poche righe, e avendo a disposizione poco tempo, non è facile. 

Credo che questo esercizio ci abbia forgiati e anche migliorati, perché si poteva commentare, dare suggerimenti e un paio di editor, Marcella Garau e Lucia Codato, ci spronavano e correggevano. 
Insomma, ci siamo divertiti e siamo cresciuti con nuove consapevolezze.

Il tempo è passato e, proprio al Salone del Libro di quest’anno, dove ho potuto presentare i miei romanzi, ho incontrato una di quelle autrici, Alessandra Vasconi, di cui ho appena finito di leggere la sua raccolta: “I racconti di Alessandra”. 

Ve ne parlo perché si tratta di parole curate, eleganti, consolatorie e piacevoli, che consiglio a chi desidera fermarsi un attimo e godersi pensieri dolci e profondi, anche se presentati con leggerezza. 

Brevi racconti che fanno pensare, sorridere, sognare, come appare nella dedica iniziale: 

A chi ha perso la strada, 
ma non si arrende. 
A chi continua a sognare, 
nonostante tutto. 

Questa pubblicazione è nata da una favola che Alessandra Vasconi ha scritto per i suoi figli, a cui sono seguiti racconti introspettivi e intimi, momenti di vita, storie di cadute e di rinascite, di partenze e di ritorni, ma anche brevi momenti di evasione, per citare la sua nota introduttiva. 

Solo alla fine di questo inatteso e delicato percorso il lettore troverà una sorpresa che lo ricollegherà alla dedica iniziale e al primo racconto: Il commercialista… (Quando ti senti perso) che si trasformerà nell’ultimo capitolo: …Il commercialista (Abbraccia i tuoi sogni. E brilla). 

Curiosità: la scrittrice, che ha ricevuto premi e riconoscimenti a livello nazionale, come altro lavoro, fa proprio la commercialista! 

La raccolta I racconti di Alessandra – CTL Editore - Livorno – Libeccio Edizioni - la trovate qui

Un legame invisibile - romanzo di Greta Mercadante - recensione


Ho conosciuto Greta Mercadante sul web, non ci siamo mai viste di persona. Le magie della modernità. Però ci siamo capite velocemente e abbiamo iniziato a confrontarci, specialmente nell'ambito della narratologia.
Lei stava scrivendo un libro, io pure. Lei è stata velocissima, io meno.
Lei lo ha già pubblicato, io no.
Ammiro la sua capacità di risolvere i problemi, il suo entusiasmo, l'essere artista. Me la immagino come una persona "colorata" e allegra. La gioia di vivere, però, a volte passa attraverso stretti tunnel che, se superati, ti regalano gioie inaspettate.
Ho letto in un soffio il suo bel libro, originale e piacevole, ecco cosa ne penso.
Questo è un romanzo che non sembra una prima opera: è ben costruito, fluido, coerente, contiene un messaggio preciso e la scrittura è originale senza essere fastidiosa.
La scrittrice ha saputo far percorrere alla protagonista una storia di rinascita, di speranza, dedicata alle donne che a un certo punto della loro vita si sentono spezzate dalla fatica di mettere insieme il lavoro, la famiglia e se stesse, ma anche agli uomini che sanno capire, che sanno abbracciare, che imparano a crescere con le proprie compagne, nonostante le difficoltà e le cadute.
Come uscire dal bozzolo che ti tiene stretto, che non fa più per te? Attraverso il dolore, certo, ma anche attraverso una rete di aiuto, come è successo alla protagonista, che nel momento più basso della sua vita ha trovato alcune compagne di viaggio, coordinate in maniera esemplare dall'amministrazione pubblica, che l'hanno aiutata a rialzarsi e si sono fatte aiutare, a loro volta.
L'energia che ha attraversato queste donne, come una luce magica, si trasmette ad altri, in una emblematica pièce teatrale di grande impatto che regala al lettore un'emozione intensa e gli trasmette la forza che regalano la fiducia e la speranza.
Dopotutto i libri a cosa servono se non a consolare?
Molto bella anche la copertina, l'impaginazione e la cura dei particolari che danno una spinta positiva a chi sceglie di leggere opere pubblicate in self.
La buona notizia è che sta vendendo bene e che farà una presentazione pubblica nella sua città. Io la terrei d'occhio. Il suo libro lo trovate su Amazon.