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La Ghirlanda di Elsa Lohengrin, un regalo di Natale

Una scrittura piacevolissima che ti avvolge in un'atmosfera natalizia da sogno. 
La novella si svolge in Inghilterra, durante le vacanze di Natale, in cui Rebecca D'Altavilla, al ritorno dall'università di Cambridge, nella dimora di famiglia, si imbatte in un invitato non previsto, amico del fratello, con cui instaura un rapporto molto conflittuale. 
Lei vorrebbe solo trascorrere le vacanze in santa pace con la sua numerosa famiglia, per poter rimuginare su un fatto doloroso che le è capitato da poco, senza estranei che la osservano con insistenza. 
Una lettura da caminetto acceso, copertina, tisana alla cannella, sperando che fuori nevichi.

Questa novella si riallaccia al romanzo Il Cigno, in cui l'autrice, Elsa Lohengrin, racconta le vicende di uno degli Altavilla e del suo complicato rapporto con se stesso.

Presto uscirà il terzo libro di questa favolosa saga moderna in cui la leggerezza della narrazione offre spunti profondi per riflettere.

I romanzi di Elsa Lohengrin li trovate su Amazon in formato Kindle, cartaceo e gratuito su Kindle Unlimited.

Sette personaggi in cerca del loro peggio - I vizi capitali in venti righe



Aira sferrò un calcio alla detenuta che aveva osato sputarle addosso. Si pulì la faccia con la manica dell’uniforme sporca e la colpì ancora, sulla tibia, questa volta con il manganello. La fece cadere in ginocchio, si abbassò e le urlò addosso tutta la sua rabbia. Non sopportava che le prigioniere si ribellassero.
Surbia, in particolare, le faceva perdere il cervello, con quelle sue arie altezzose. Ogni volta che doveva entrare nella sua cella, lei era lì, quasi a giudicarla, indossando un insolente sorrisetto.
Acci, lo sbirro di pattuglia nei corridoi, si fermò a guardare: si accarezzò la nuca popolata da quattro peli sudici e, strisciando i piedi, si diresse verso la Direzione, per denunciare l’accaduto, senza preoccuparsi della donna dolorante, a terra. Bussò con la nocca, aprì la porta di qualche centimetro e una nuova scena sembrò voler scardinare la sua indolenza mattutina.
Gala, la direttrice, con la bocca spalancata, stava ingurgitando una enorme fetta di torta, la scrivania piena di dolci e coca cola, mentre il vice, Indivio, in piedi al suo fianco, la osservava con le braccia conserte.
Acci, nonostante la sua pigrizia, riuscì a elaborare un piccolo pensiero: Indivio sta sperando che Gala, la Gran Cicciona, come la chiama di nascosto, schiatti, per poter prendere il suo posto. Tutti i giorni arriva al lavoro carico di dolci e roba fritta. Lei crede che sia innamorato e mangia, mangia da fare schifo.
In quel preciso istante, un uomo mezzo svestito, piccolo e osceno, venne sbattuto nell’ufficio da una poderosa spinta: “Lo abbiamo beccato a toccarsi, davanti a una ragazzina!” Urlò il brigadiere Benna Varizio.
“Si chiama Lussu Domenico, il porco. Spero che questo lavoro extra mi verrà ricompensato, c’è una taglia sul maiale, e, se non ci fosse stata, col cavolo che mi sarei dato la pena di portarlo qui.” Concluse Benna Varizio. Le sue mani, strisciando come vermi, raggiunsero le tasche e fecero tintinnare i pochi, deliziosi, freschi spiccioli.

#sese20righe_vizicapitali

Immagine creata con AI